La pecorella che contava i bambini
Una storia audio della buonanotte di pecora, dolce, di 6 minuti, creata con Purrytale.
- storia da 5 minuti
- voce femminile
- per i più piccoli (1–3)
L'idea dietro questa storia
“Beatrice sta per dormire quando una pecorella bianca e ricciolina di nome Nuvola, con quattro zampette nere, compare accanto al letto. Nuvola spiega che, mentre i bambini contano le pecore, le pecorelle contano i bambini che fanno cose buffe per addormentarsi, e stasera ha perso il conto. Beatrice la aiuta in modo semplice e divertente finché entrambe iniziano a sbadigliare.”
Quella singola frase è tutto l'input. Purrytale ha scritto la storia e poi l'ha narrata. Parte da questa idea. Cambia tutto prima di generare.
Leggi la storia
I bambini possono leggere mentre ascoltano: la vista in maiuscolo aiuta chi sta imparando a leggere.
Nella cameretta di Beatrice c’era una luce dorata e soffusa. Tutto era morbido. Il cuscino era soffice come una nuvola e le coperte erano calde, molto calde.
Beatrice era già sotto il piumone, con il suo pigiamino a pois. Tic, tac, tic, tac faceva l'orologio sul comodino. Fuori dalla finestra, la luna rotonda sorrideva nel cielo blu scuro.
All'improvviso... tap, tap, tap.
Un rumorino leggero leggero arrivò dal tappeto. Beatrice aprì gli occhi e guardò giù. Accanto al letto c'era una nuvoletta bianca con quattro zampette nere! Una pecorella vera, riccia, tonda e morbidissima.
La pecorella alzò il musetto rosa e disse: "Beh... ciao!"
"Oh!" fece Beatrice meravigliata. "Chi sei tu? Perché sei qui nella mia cameretta?"
La pecorella fece un piccolo passetto in avanti. "Mi chiamo Nuvola. Di solito salto le staccionate nei sogni dei bambini. Ma stasera... oh cara me, ho un piccolo guaio!"
Beatrice si tirò su a sedere, incuriosita. "Che guaio, pecorella Nuvola?"
Nuvola si sedette sul tappeto con un morbido plop. "Vedi, tutti sanno che i bambini contano le pecore per dormire. Ma noi pecorelle, per fare la nanna, contiamo i bambini che fanno cose buffe! Solo che stasera... ho perso il conto!"
Beatrice ridacchiò sotto i baffi. "Tu conti i bambini?"
"Proprio così!" disse Nuvola saltellando sul posto, hop, hop, hop. "Ma mi sono fermata al numero tre e ora non ricordo più come si fa. Mi aiuti tu? Ho così tanto sonno..."
"Sì, ti aiuto io!" esclamò Beatrice con un gran sorriso. "Facciamo un gioco!"
"Evviva!" belò piano la pecorella. "Da dove cominciamo?"
"Dal numero uno!" disse Beatrice alzando un ditino. "Numero uno: c'è un bambino che si lava i dentini. Fa friz, fruz, friz con lo spazzolino e fa una bolla di sapone grande così!"
La pecorella Nuvola rise contenta. "Uno! Un bambino con la schiuma bianca sulla punta del naso!"
"E poi c'è il numero due!" continuò Beatrice battendo le manine. "Numero due: un bambino che salta sul lettone in pigiama! Boing, boing, boing!"
Nuvola fece un saltino buffo anche lei. "Due! Un bambino che fa boing e ride a crepapelle!"
Ora il gioco diventava sempre più bello e allegro. Beatrice ci pensò un attimo, guardando il soffitto stellato.
"E ora il numero tre!" disse Beatrice a voce più alta. "Numero tre: un bambino che beve un bicchierone di latte caldo e si fa i baffi bianchi! Slurp, slurp!"
"Che ridere!" esclamò Nuvola. "Tre bambini con i baffi di latte!"
"E dopo il tre... cosa viene?" chiese Beatrice.
Nuvola inclinò la testolina riccia. "Mmm... il quattro?"
"BRAVA!" gridò Beatrice felice, ma senza fare troppo rumore. "Numero quattro: una bambina che si infila le pantofole a forma di coniglietto. Cip, ciop, cip, ciop!"
"QUATTRO BAMBINI FELICI!" fece la pecorella tutta fiera, facendo una piroetta perfetta sul tappeto.
Quello era il momento più bello di tutta la notte. Avevano ritrovato tutti i numeri!
Poi, piano piano, la stanza tornò silenziosa. La luna mandò un raggio d'argento proprio sul letto.
Nuvola si fermò. I suoi occhietti neri cominciarono a farsi piccoli piccoli. Fece un grande sbadiglio: "Aaaaah... e il numero cinque chi è?"
Beatrice sentì le palpebre pesanti. Molto, molto pesanti. Si rannicchiò sotto la coperta morbida. "Il numero cinque..." disse Beatrice sbadigliando a sua volta, "...il numero cinque è una bambina che chiude gli occhietti nel suo lettino caldo."
"E va a dormire..." aggiunse Nuvola con una vocina dolcissima.
La pecorella salì con un balzetto leggero leggero sul fondo del letto. Si acciambellò come una palla di lana soffice, proprio vicino ai piedini di Beatrice. Era calda e profumava di latte e vaniglia.
"Grazie, Beatrice," sussurrò la pecorella. "Ora posso dormire anche io."
"Buonanotte, Nuvola," rispose la bambina.
Il respiro di Beatrice si fece lento e regolare. Fff... sss... fff... sss... Anche la pecorella faceva le fusa nel sonno, beata e tranquilla.
Fuori, le stelle brillavano come tante lucine d'oro. Uno, due, tre, quattro, cinque sogni d'oro pronti ad arrivare.
Tutto era pace. Tutto era silenzio.
Buonanotte a chi conta le pecorelle... e buonanotte alla pecorella che ha contato tutti i bambini... sogni d'oro...