Il Razzo di Cartone e il Cuscino della Luna
Una storia audio della buonanotte di spazio, magica, di 5 minuti, creata con Purrytale.
- storia da 5 minuti
- voce maschile
- per i bimbi grandi (6–8)
L'idea dietro questa storia
“Tommaso costruisce un razzo con una scatola di cartone, due barattoli di yogurt come fari e tanto nastro argentato. Quella notte una lettera scritta con polvere di cometa gli chiede aiuto: il vento ha portato via il cuscino di nuvole della Piccola Luna, che non riesce più a dormire. Tommaso parte per consegnarle il suo cuscino più morbido prima che il sole si svegli.”
Quella singola frase è tutto l'input. Purrytale ha scritto la storia e poi l'ha narrata. Parte da questa idea. Cambia tutto prima di generare.
Leggi la storia
I bambini possono leggere mentre ascoltano: la vista in maiuscolo aiuta chi sta imparando a leggere.
Nella sua cameretta blu come il cielo della sera, Tommaso aveva appena finito la sua invenzione più bella. Con una grande scatola di cartone ondulato, due barattoli di yogurt per i fari e tanto nastro adesivo argentato, aveva costruito un vero razzo spaziale!
Quando la mamma spense la luce grande lasciando solo la lampada a forma di funghetto, la stanza si riempì di una penombra dolce e profumata di vaniglia. Tommaso si infilò sotto le coperte con il suo pigiama a righe, guardando il razzo vicino alla finestra socchiusa.
All'improvviso, una scia di luce dorata scivolò tra i vetri. Plin, plin... Un minuscolo campanellino di luce atterrò proprio sulla punta di cartone del razzo. Era una lettera arrotolata, scritta con polvere di cometa!
Tommaso balzò giù dal letto a piedi nudi e la aprì con delicatezza. «Aiuto! La Piccola Luna stanotte non riesce a chiudere occhio: il vento birichino ha fatto volare via il suo soffice cuscino di nuvole. Chi porterà un cuscino prima che sorga il Sole?»
«Oh no!» mormorò Tommaso. «Ci penso io!» Prese subito il suo cuscino più morbido, quello di piuma ricamato con stelline blu, e lo strinse forte al petto. Si infilò nella scatola di cartone, chiuse lo sportellino e premette un tappo di sughero che faceva da pulsante di accensione.
Fsssshh... puff! I motori di cartone brontolarono piano, con un ronzio caldo e vibrante. Il razzo non fece alcun rumore forte: si sollevò leggero come una bolla di sapone, fluttuando nell'aria fresca della notte, dritto verso il cielo aperto!
«Evviva!» esclamò Tommaso a voce bassa per non svegliare il gatto. Fuori dall'oblò di plastica trasparente, le case del paese diventavano sempre più piccole, come giocattoli disposti su un grande tappeto scuro. Il razzo scivolava morbido tra le stelle, che brillavano facendo ciuf, ciuf, come lucciole curiose.
«Ma da che parte sarà la Piccola Luna?» si chiese Tommaso, guardandosi intorno. Una costellazione a forma di orsetto gli strizzò l'occhio da lontano, indicando un sentiero di polvere d'argento. «Segui la via lattea, capitano!» sembrò sussurrare la brezza notturna.
Tommaso virò dolcemente a destra. L'orizzonte cominciava a tingersi di una sfumatura appena appena rosata... Il Sole stava per stiracchiarsi! Bisognava fare in fretta, ma senza perdere la calma.
Ed eccola! Superata una collina di vapore scintillante, apparve la Piccola Luna. Era rotonda e luminosa come una perla, ma aveva due occhietti stanchi e socchiusi che cercavano invano di riposare su una roccia fredda di pietra celeste.
«Chi c'è lì?» domandò la Piccola Luna con una voce sottile come un filo di seta. «Sono Tommaso! Ho una consegna speciale per te!»
Il razzo atterrò con un soffice puf sulla sabbia lunare. Tommaso uscì tenendo alto il cuscino. Con un balzo leggero — perché nello spazio si rimbalza come sulla gommapiuma — posò il grande cuscino sotto la testa della Piccola Luna.
«OH, CHE MERAVIGLIA!» esclamò la Luna felice. «È soffice come panna montata e caldo come una coccola!» La Luna vi affondò la guancia d'argento, emettendo un sospiro lungo e beato. «Grazie, Tommaso. Ora posso fare sogni d'oro prima che il Sole prenda il mio posto nel cielo.»
Per ringraziarlo, la Luna soffiò una scia di sbadigli zuccherini che spinse delicatamente il razzo di cartone all'indietro. Il viaggio di ritorno fu una discesa lentissima e cullante, giù giù attraverso le nuvole di zucchero filato, fino alla finestra della cameretta, che era rimasta aperta solo per lui.
Il razzo atterrò sul tappeto senza fare nemmeno un cigolio. Tommaso, con le palpebre che si facevano pesanti come piombo, uscì dalla scatola e si infilò di nuovo sotto le coperte calde.
Sentiva il respiro calmo della casa e il ticchettio rassicurante della sveglia sul comodino. Fuori, in alto nel cielo scuro, la Piccola Luna stava già dormendo beata sul suo nuovo cuscino, sorridendo tra le stelle.
«Buonanotte Luna...» mormorò Tommaso, stringendo forte il bordo della coperta. Chiuse gli occhi, mentre il suo piccolo razzo di cartone riposava al buio, pronto per il prossimo meraviglioso sogno...