Il viaggio lento della lumachina Gina
Una storia audio della buonanotte di lumaca, dolce, di 6 minuti, creata con Purrytale.
- storia da 5 minuti
- voce femminile
- per i più piccoli (1–3)
L'idea dietro questa storia
“Emma, con le sue scarpette rosse, incontra in giardino una lumachina di nome Gina, con la casetta a spirale tonda come una caramella, che vuole arrivare per prima alla grande festa dei fiori. Lungo la strada Gina si ferma ogni volta davanti a una piccola meraviglia del prato. Alla fine arriva proprio in tempo per il primo sbadiglio della festa.”
Quella singola frase è tutto l'input. Purrytale ha scritto la storia e poi l'ha narrata. Parte da questa idea. Cambia tutto prima di generare.
Leggi la storia
I bambini possono leggere mentre ascoltano: la vista in maiuscolo aiuta chi sta imparando a leggere.
C'era una volta un piccolo giardino verde, profumato di menta e di terra bagnata. Tra i fili d'erba camminava una bambina con le scarpette rosse. Si chiamava Emma.
Emma guardava in basso, piano piano, per vedere i piccoli segreti del prato. "Oh!" disse Emma a bassa voce.
Proprio sopra un sasso liscio c'era una lumachina con una casetta a spirale, tonda come una caramella. La lumachina muoveva le sue piccole antenne. "Ciao!" disse la lumachina. "Io mi chiamo Gina! E ho tanta, tantissima fretta!"
Emma si chinò sull'erba morbida: "Fretta? E dove vai, Gina?"
"C'è la grande festa dei fiori, dall'altra parte del giardino!" rispose Gina, allungando il collo. "E io voglio arrivare per prima! Proprio prima di tutti!"
Ma Gina era una lumaca, e le lumache fanno... scivola, scivola, plop. Vanno molto, molto piano.
Gina guardò una grande foglia verde che scendeva giù da un ramo, come un piccolo scivolo. "Salto lì sopra!" esclamò Gina. "Così volerò veloce come il vento!"
Emma l'aiutò a salire. Zuuuump! Gina scivolò lungo la foglia bagnata di rugiada. "Che bello!" gridò Gina.
Ma la foglia finiva su un morbido letto di muschio. Pluff! Un atterraggio soffice e fresco.
Gina si fermò. "Guarda, Emma," sussurrò la lumachina, "questa goccia d'acqua brilla come una stella!" Emma sorrise: "È una goccia di rugiada fresca. È bellissima." Le due amiche guardarono la goccia brillare al sole della sera, tic... tac..., mentre il cielo diventava piano piano color albicocca.
"Ma la festa!" si ricordò Gina. "Devo correre, devo fare in fretta!"
Proprio in quel momento passò una fila di formichine operose. Camminavano veloci, una dietro l'altra: tip-tap, tip-tap, tip-tap. Sembravano proprio un piccolo trenino nero!
"Signore formiche!" le chiamò Gina. "Posso salire sul vostro trenino?" Le formichine risposero in coro: "Tutti a bordo! Ciuf ciuf, si parte!"
Gina salì sull'ultima formichina. Il trenino andava veloce tra le radici dell'albero: tic-tic-tic-tic! Emma le seguiva a passi lenti, ridendo felice.
All'improvviso, il trenino si fermò davanti a una distesa di petali di rosa caduti sul prato. Erano soffici, rosa chiaro, e profumavano di dolce.
Gina scese dal trenino di formiche. "Senti come profumano..." disse Gina, appoggiando la guancia su un petalo vellutato. Emma si sedette a gambe incrociate: "Sì, profumano di sogni dolci." Restarono lì per un momento, ad accarezzare i petali profumati e a sentire la brezza leggera della sera che faceva muovere le foglie: shhh, shhh.
Gina guardò il cielo. Il sole stava scendendo dietro la siepe, lasciando spazio a una luce dorata e tiepida. "Oh no!" disse Gina con un filo di voce. "Non sarò la prima ad arrivare... ho perso troppo tempo a guardare le cose belle."
"Non ti preoccupare, Gina," disse Emma prendendola con tanta dolcezza sulla punta del dito. "Andiamo insieme, un passettino alla volta."
Emma camminò piano piano, facendo attenzione a ogni filo d'erba. Gina stava comoda sul suo dito, guardando le prime lucciole che si accendevano nel buio: blink, blink.
Arrivarono al grande cespuglio di margherite bianche, dove c'era la festa.
TUTTI ERANO LÌ!
I grilli suonavano i loro violini minuscoli: cri-cri, cri-cri. Le coccinelle dondolavano sulle foglie. E la luna, grande e rotonda, illuminava tutto il giardino come una lampada d'argento.
Nessuno stava correndo. Nessuno aveva fretta.
Il vecchio maggiolino, proprio al centro della festa, aprì la bocca e fece un grande, lunghissimo... sbaaaadiglio.
"Evviva!" esclamò Emma piano piano. "Sei arrivata proprio in tempo, Gina!" "In tempo per cosa?" chiese la lumachina. "Per il primo sbadiglio della festa!" rispose Emma con un sorriso dolce.
Tutti gli animaletti si rannicchiarono nelle loro casette di foglie e muschio. Le margherite chiusero i loro petali bianchi per fare la nanna.
Gina scivolò dentro il suo guscio tondo e calduccio. "È stata una bellissima strada," mormorò, con gli occhietti che si chiudevano.
"Buonanotte, Gina," disse Emma, coprendola con una foglia morbida. "Buonanotte, Emma..." rispose la lumachina da dentro la sua casetta.
Il giardino si fece silenzioso. Shhh... shhh... faceva il vento tra i rami. Le lucciole spensero le loro lucine a una a una. E nel prato calmo e scuro, tutti fecero sogni d'oro...